I SOGNI? NEL CASSETTO

Torno da due giornate non stop di produzione, “home made production”. Si perché, per la festa del mio cuginetto, quest’anno ho pensato di fare tutto. Basta panini, patatine, torte e pasticcini comprati. Mettiamo in pratica la nostra creatività!

La cosa che ho notato in questi due giorni è che volentieri sono stata sveglia fino le due di notte e per poi riprendere alle sette per essere in linea con tutta la preparazione che avevo in mente. Cosa che al lavoro pensi mai di fare?! Nei ristoranti sei sotto pressione dalla mattina alla sera e quando lavori dodici o più ore al giorno spesso passano lente e non vedi l’ora di buttarti sul letto, a tuffo.

Parlando con alcune persone che erano alla festa, la domanda più frequente è stata “Ma quando aprirai una pasticceria?”. Eh eh. Bella domanda. Vorrei saperlo anch’io.

Questione di crisi o no, avrei tanta voglia di buttarmi in questa avventura. A capofitto, come nel letto. Ma come si dice, nessuno ti regala niente, per cui, un giovane o no, può solo sognare.

Le agevolazioni per l’imprenditoria femminile? Ne hanno parlato tanto ma sembra che sia tutto un mistero. “ Ti diamo, ti facciamo ecc” e poi rimane tutto un’incognita. E uno a venticinque anni può abbattersi così?

Se ti succede poi qualcosa (tiè, corna su corna) la gente non dice altro che “Poverino/a, era giovane, chissà quanti sogni aveva da realizzare”. Ma se viviamo in un Paese del cavolo (diciamo così), i sogni di ognuno di noi li possiamo solamente mettere nel cassetto. E nasconderli, forse.

Per adesso non ci rimane altro che lavorare come dipendenti. Anche se ora bisogna avere anche la fortuna di essere un dipendente ..

Sto esagerando? Forse no. Purtroppo questa è la realtà, in qualsiasi settore, anche quello ristorativo. Sono più le domande che le offerte. E quindi mi chiedo, può un giovane cuoco o pasticcere ritrovarsi a lavorare in un call center? A voi la risposta.

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10 pensieri riguardo “I SOGNI? NEL CASSETTO

  1. Ciao, ho letto solo quest’ultimo post e ti vorrei solo dire che hai ragione, è molto difficile e soprattutto si rischia molto MA non è impossibile. Con un po’ di esperienza, rinunce, tanti sacrifici e un po’ di fortuna ce la si può fare, anche perchè noi siamo svantaggiati rispetto alle generazioni precedenti che vivevano con altre aspettative e possibilità ma dalla nostra abbiamo mezzi e conoscenze decisamente superiori. Io ci sto provando e per adesso, circa 10 anni, son sempre riuscito a lavorare con le mie passioni.

    1. Ciao Andrea,

      leggo volentieri la tua testimonianza. Mi fa molto piacere avere un confronto anche con le persone del mio stesso settore.
      L’unico motore, l’unica forza che ci fa andare avanti è proprio la passione, come dici tu.
      Speriamo che la realtà di domani sia più rosea ..

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